sabato, 03 maggio 2008

Ultima puntata - QUESITI

-Beh? Passi senza dire nulla?
-Ho un po' da fare...
-Ma non raccontare cazzate! Mi hai massacrato con numeri telefonici, SMS, appuntamenti! Ed ora? Non mi dici come è andata?
-Insomma...
-Ti ha dato buca?
-Beh...
-Dai, ho capito. Non farne un dramma. A tutti capita di essere scaricati.
-No invece, niente scaricamenti.
-Allora?
-Mi sembra una vergogna. Un vero schifo!
-Ma cosa!?
-Approfittarsi così di una leggerezza...
-Ti riferisci ai figli di...  che carpiscono i numeri di telefono?
-No. Mi riferisco ai figli di... che rispondono a messaggi CHIARAMENTE non indirizzati a loro!
-Spiega meglio.
-E' semplice... insomma... io ho mandato i messaggi ma... ecco... insomma il numero di telefono era... è abbastanza semplice da spiegare...
-Sarà pure semplice, ma sembra che a parole non ti venga un gran bene. Prova a farlo solo a gesti. Su.
-Il mio meccanico...
-Ti si è rotta l'auto? Non sei potuto andare?
-Ma no! I messaggi che ho mandato... ho sbagliato. Il numero era sbagliato. Insomma io pensavo di aver salvato il numero di... invece... devo essermi confuso, ho sempre scritto al mio... meccanico.
-Non è vero! Non è possibile!... Tutti i tuoi messaggi li hai mandati ad un meccanico?
-Mica ad uno qualsiasi! Il mio meccanico.
-E in quanto tale, ovviamente unto di grasso e MASCHIO.
-Beh... unto di grasso no...
-Ahahahah... ma inequivocabilmente maschio! Ma quando hai capito di aver sbagliato?
-Beh... è stato facile, all'appuntamento è venuto lui.
-Ahahahahah... senti, ma era vestito di pelle nera?
-No! Perchè?
-Perchè ti si potevano spalancare orizzonti diversi... eheheh...
-Ma di che stai parlando?
-Di nulla. Insomma la tua faccia è triste per questo...
-La mia faccia triste è perché lui non era solo.
-Ora sono io a non capire.
-Non era solo! Che c'è da capire?!
-Perché? Fosse stato solo la serata sarebbe andata meglio?
-No! Ma non avrei speso una fortuna! E' venuto con amici ed ho dovuto pagare l'aperitivo a tutti!
Cremantirughe alle 16:43 in: collega, a puntate
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martedì, 29 aprile 2008

Quarta puntata - QUESITI

-Lo controlli? L'ho scritto, ma non mi piace.
-Ma... che è 'sta roba?
-Il messaggio.
-Ma come pensi di mandarlo!? Arrotolato alla "zampetta" di uno struzzo?
-Uno struzzo?
-Certo, perché un piccione si sfracellerebbe al suolo con tutta 'sta carta appesa alla zampa!
-Ma che stai farneticando?
-Sono pagine di roba! Come pensi di ficcarle in un SMS?!
-Non brillo per sintesi...
-Invece per la sintassi... Fammi un riassunto, va'.
-Beh... insomma... mi sforzo di dirle... le dico che questo errore...
-Mi piace.
-Cosa?
-Che ti definisca un errore. Io avrei anche aggiunto che fai un pochino schifo. Però è già molto.
-Un errore il messaggio, non io! Quello che ho finto di mandare per sbaglio. Le dico che è stato un fortunato gioco del destino e.. e...
-E?
-Le chiedo di incontrarci.
-Poi? Che altro?
-Beh... L'invito a prendere un aperitivo.
-Hai scritto anche la ricetta del cocktail che berrete!?  
-Ma no, il posto dove le chiedo di incontrarla, no?
-Ma che cazzo di nome ha 'sto posto? Qui sono pagine di roba!
-Un bar! E' qui vicino!
-Senti. Scrivi un messaggio dicendo che è un errore, poi dai per scontato che abitiate nella stessa città. Se ritieni possibile che qualcuno possa credere ad una cosa del genere tu non sei normale.
-Certo che tu sei proprio rincoglionito a volte! Io mica mi sono sbagliato! Lo so che lei è di qui!
-Già. Io sono rincoglionito, perché lo so, ma forse lei non lo sa ancora.
-Che cosa?
-Quanto sei idiota.
-Non capisco perché!
-Appunto.
-Boh? Chi ti capisce?... Comunque ho continuato scrivendo di me. Mi descrivo.
-Ah!! Interessante. Dimmi. Su.
-Le dico che non sono troppo alto...
-Troppo basso, quasi nano, sarebbe stato più calzante.
-Che non sono magrissimo e che non sono...
-Ora capisco.
-Cosa?
-Che sei stato pure bravino a sintetizzare tutto in qualche paginetta.
-Sì?
-Certo. Tu hai scritto cosa non sei, avessi scritto come sei, sarebbero bastate due righe. 
-Allora? Ti avevo detto di darmi una mano! Cosa dovrei fare? Che cosa dovrei scrivere secondo te?
-Le tue ultime volontà? Che ne dici? Ti si farebbe anche un bellissimo funerale. Alle bibite penserei io... 
-Non dire stronzate. Su...
-Prova con la verità! Scrivi dove e perché l'hai notata e che per PURO caso hai sentito il numero. Così oltre a fare un gesto di onestà, risolvi anche il problema di incasinarti con scuse che non saresti capace di gestire.
-Dici?
-Dico.
-Non si arrabbierà?
-Magari ne sarà lusingata.... forse... poi, vabbe', ti vedrà e allora...
-Allora?
-Allora nulla. Scrivi, ma fallo fuori da qui.
 
... 
 
-Ha risposto!
-Ma dai!
Che sia anche lei una che ha fatto le scuole differenziate?
-Che??
-Nulla.
-Ci siamo scambiati un sacco di messaggi!
-Sei già arrivato a dieci?
-Di più!!
-Ah! Perciò si tromba!
-Io e lei ci vediamo!
-Quindi no. Anche se lo dice il galateo, non si tromba di sicuro.
-Perché?
-Lo hai detto tu: vi vedrete. Forse con un appuntamento al buio, ma proprio pesto, allora...
-Invece l'appuntamento me lo ha proprio dato!!
-Quando?
-Stasera! E ora, dall'eccitazione, chi riesce più a lavorare?
-Da rilassato invece... Vai via, fai lavorare me.
(segue)
Cremantirughe alle 00:11 in: collega, a puntate
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domenica, 20 aprile 2008

Terza puntata - QUESITI

-Insomma! Dammi questo consiglio. Sì o no. Che ci vuole?
-Ma lo pensi davvero? Pensi ad una regola?
-Ma certo! Ci deve essere una regola di.... insomma... un... come si dice... un coso... da quando i telefonini sono entrati nella nostra vita.
-Eeeeh! Nella tua deve esserci accomodato, ben bene, uno di quelli vecchi in bachelite.
-Nella mia che?
-Vita.
-Ma che è la bachelite? Quella di superman?
-Un cazzo!
-Senti, invece di dire cose incomprensibili, rispondi.
-Allora secondo il mio galateo... 
-Ecco! Galateo! Galateo telefonico. Non mi veniva la parola prima.
-Non ti veniva no! Che cazzo ne sai di galateo? Hai rubato il numero di cellulare ad una sconosciuta!
-Rubato... che parola grossa. Lei lo dettava ad alta voce, anzi, a dire il vero, mi è sembrato quasi che lo facesse apposta...
-Ah! Ma allora potrebbe cambiar tutto!
-Vero?
-Mentre dettava il numero era ammiccante?
-Beh... diciamo che... a me è sembrato. Sì.
-Comunque, se non hai scambiato una smorfia di disgusto per un ammiccamento allora...
-Ma tu con ammiccamento o ammiccante cosa intendi esattamente?
-Che c'è da intendere? Ti lanciava sguardi di intesa?
-Ah! Questo mica lo so!
-Allora cosa cazzo ti è sembrato? Che dicevi poco fa?!
-Oh! Non urlare! Mica è colpa mia se non riuscivo a vedere se... ammiccava. Era girata di spalle.
-Mica ci credono!
-Chi?
-Se lo scrivo non ci credono!
-Che scrivi?
-Nulla! Insomma. Secondo te, se dopo quattro SMS si può telefonare, quanti ne servono, invece, per chiederla? Una decina bastano? Fammelo sapere perché penso di avere un sacco di crediti!
-Eh! Quanto sei ingenuo! Mica bastano i messaggini! Lì ci vuole, almeno almeno, aver fatto qualche bella telefonatina...
-Ah! Ecco! Quindi tu vorresti telefonare proprio per quagliare la cosa.
-Per... tastare il terreno.
-Ma dimmi una cosa, questa tua tecnica ha già prodotto risultati, oppure nel terreno ci hai sempre sbattuto il muso?
-Veramente... questa è la prima volta che... altrimenti mica chiedevo a te. No?
-Ah! Vero, non fa una grinza. Allora, visto che l'esperto dovrei essere io, il mio consiglio spassionato è quello di cancellarlo.
-Cosa?
-Il numero di telefono!
-Già è stato un dramma salvarlo, figuriamoci se riesco a cancellarlo!
-Allora fai come cazzo ti pare, ma non la chiamare. Sprechi solo del tempo.
-Io... insomma, sono completamente... no quasi innam...
-No, tu lo sei completamente, ma idiota. Comunque non la chiamare che non concludi nulla.
-Allora che faccio?
-Che palle! Al limite mandale ancora qualche SMS. Tasta il terreno, oppure, che forse mi sembra la cosa meno cretina da fare, chiedile direttamente se puoi chiamarla.
-Mi aiuti?
-A far che!?
-Dai scrivi un messaggino per me...
-Ma sparisci!
(segue)
Cremantirughe alle 23:31 in: collega, a puntate
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mercoledì, 16 aprile 2008

Seconda puntata - QUESITI

-Dove sei stato? In bagno?
-Veramente avevo invitato te ad andare. Io sono andato a prendere un caffè. Ricominciamo. Mi sembra di aver capito che tu avresti scambiato degli sms con una donna e vorresti sapere se puoi telefonarle?
-Oooh! Ci voleva tanto? Ci sarebbe arrivato anche un bambino.
-Ma certo e lui, a differenza mia, avrebbe subito capito subito cosa fare.
-Il bambino? Avrebbe capito se poteva telefonare?
-No. Quale caviglia colpire con un calcio!
-Insomma, non giriamoci intorno, posso chiamarla?
-Cosa vuoi che ne sappia io?
-Tu l'avresti chiamata??
-Dipende.
-Da che?
-Ma che palle! Dimmi qualcosa di più. Come l'hai conosciuta?
-In un negozio.
-Allora? Avanti. Che negozio era? Si può dire oppure è qualcosa di scabroso?
-Un negozio di abbigliamento.
-Ah! Allora la conosci già da molto tempo.
-Sono pochi giorni!
-Boh?... A guardarti si direbbe che sono anni che non frequenti...
-Non frequento che? Possibile che con te si capisca metà della roba che dici?
-Che facevi nel negozio??
-C'erano i saldi.
-Ah! E lei?
-Lei cosa?
-Cazzo! Cosa faceva? Era lì a fare cosa? Lavorava?
-Ma no. Era lì, in mezzo a tutti quei vestiti...
-Ah! Era nel cesto della roba fallata.
-Fallata? Che intendi?
-Intendo... se è fallata la paghi meno, che poi, viste le tipe che frequenti, sarà sicuramente fallata un bel po'. Ma lascia perdere, vai avanti.
-Io le ho scattato una foto col cellulare perché mi ha colpito...
-Hai composto male la frase. Ti ha colpito perché le hai scattato una foto.
-Ma no, prima. La foto l'ho scattata apposta.
-Intendevo con la forza... Comunque sei diventato un sacco tecnologico. Foto, sms.
-Vuoi vedere la foto?
-Dio! Sei riuscito anche a salvarla?
-Salvarla? Da che cosa?
-Cazzo!... Fai vedere.
-Tieni il telefono. Cercala tu che io non riesco mai a ritrovarla.
-... Non è che trovo altre foto che è meglio che non guardi vero?
-No.
-Qui c'è solo la foto del fratello brutto di Platinette.
-Di chi??
-Che ne so? Guarda qua.
-Ma è lei!
-Ah! Ci credo che ti ha colpito! Non solo non passa inosservata, ma non passa quasi da nessuna parte!
-Passa? Che vuol dire? 
-... Insomma, cosa è successo poi?
-Che deve essere successo?
-Avrete parlato, no?
-Ma no!
-No?? Ma scusa un attimo, non le hai mandato sms?
-Certo! Te l'ho detto venti volte!
-Allora come diavolo hai il suo numero? Tu con la tua testa puoi solo far l'eco, non di certo la telepatia.
-Non l'ha dato a me! Lo stava dettando ad un'amica che era con lei...
-Con calma. Moooolta calma.
-Sì. Con calma, dettava lentamente.
-Sono io a dover restar calmo!! Mi dici una cosa?
-Cosa?
-Che cazzo le hai scritto nei messaggi?
-Allora... nel primo ho finto di sbagliare.
-Senza fingere andava bene lo stesso... la cosa ti viene via facile facile.
-Lei ha risposto di non chiamarsi Maria e che dovevo aver sbagliato numero.
-Quindi?
-Le ho chiesto scusa.
-Un vero signore.
-Ho insistito. Ancora scuse e le ho chiesto il nome.
-Un lord. E lei te lo ha detto?
-No.
-Ovvio.
-Io ho insistito e lei mi ha scritto un messaggio complicatissimo. Tutto abbreviato.
-Tra le righe si intuiva un francesismo?
-Uh? Che francesismo?
-Vaffanculo.
-Ma no! Ho solo capito che non è sposata...
-Ma che ha tre o quattro fratelli robusti almeno quanto lei...
-Non ha parlato della famiglia. Mi sarebbe sembrato fuori luogo, no?
-Tu non sei vero.
(segue)
Cremantirughe alle 00:02 in: collega, a puntate
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martedì, 08 aprile 2008

Prima puntata - QUESITI

-Ho una domanda da farti.
-Non ho ancora preso il caffè.
-Che c'entra?
-Senza caffeina, temo di non riuscire a sopportare una delle tue domande.
-E' una cosa semplice.
-Allora dai.
-Secondo te dopo quanti messaggini si può telefonare?
-Lo voglio in vena!
-Ma... che?
-Il caffè!! Ma che cazzo di domanda è?!
-Tu non sei tanto sveglio. Te la ripeto lentamente: ho già mandato qualche messaggino, secondo te posso telefonare?
-Prima di tutto mi stupisce che tu riesca a mandare sms.
-Ma figurati!| Ne avrò mandati tre o quattro!
-Ah! Allora...
-Insomma mi rispondi? 
-Ma che connessione c'è tra gli sms e le chiamate?!
-Beh... te lo sto appunto chiedendo...
-Hai attivato qualche promozione particolare?
-Promozione? Che promozione?
-Ma certo. Tu di promozioni non ti intendi. Sin dalla scuola materna... 
-Uh?
-Calma. Hai per caso qualche prom... offerta per cui hai una chiamata gratis dopo un certo numero di sms?
-Ma... di che cosa stiamo parlando?
-Oooh! Finalmente! Questa si che è una bella domanda!
-Ultimamente sei un po' rincoglionito.
-Può darsi. Due o tre domande così al mattino presto e mi danno anche "l'accompagno". 
-Volevo semplicemente sapere dopo quanti messaggini posso sentirmi autorizzato a telefonarla.
-A telefonar...LA? 
-Telefonare a lei. E' femmina e per di più single, perciò telefonarlA. 
-Single?! Perché fosse stata femmina e sposata cosa facevi invece di telefonarLA!?
-Scemo, fosse stata sposata non mi sarei azzardato a telefonarla...
-Ma vai a cagare va! 
(segue)
Cremantirughe alle 00:14 in: collega, a puntate
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giovedì, 03 aprile 2008

Come mai?

Fine, intesa come termine di qualcosa, è un sostantivo femminile.
"La fine della strada."
"Lei è arrivata alla fine della festa."

Sempre femminile, senza dubbio.
Allora vorrei sapere per quale ragione quando la fine viene associata alla settimana, il più delle volte, diventa maschile!
"Dove passi il fine settimana?"
"Buon fine settimana."
Mentre resta femminile in altri casi: "Siamo arrivati quasi alla fine della settimana."
Perchè?!
Ci sarà certamente una ragione, ma a me sfugge. Toglietemi 'sto cazzo di dubbio. 

Cremantirughe alle 23:39 in: divagazioni, cazzeggio
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domenica, 30 marzo 2008

"Robavecchia"

Sei mai stato a Roma?
-Queste domande ti vengono spontanee oppure scaturiscono da lunghe meditazioni notturne?
-Che cosa c’è di straordinario in questa domanda?

-Vuoi che non sia mai stato a Roma?!
-Credi che tutti gli italiani ci siano stati?

-Non stai parlando con un valdostano! Noi abitiamo a poco più di 100 km da Roma! In ogni caso, perché vuoi saperlo?
-Perché io ci sono stato sabato.

-Beh? Non ti hanno fatto entrare?
-No. Tu non ti rendi conto di… è una città unica, offre tantissimo.

-Dopo la domanda d’apertura questa è un’altra perla. Hai scoperto Roma, vogliamo darne notizia almeno ai giornali locali? Credi sia il caso?
-Credo sia importante che la gente sappia delle opportunità che offre…

-Non puoi essere andato per musei, a teatro neanche a parlarne, mi spieghi cosa diavolo hai fatto per cogliere le mille opportunità che offre la capitale?
-Sono andato per saldi…

-Senti, ma perché non te ne vai?
-Ascoltami, ho fatto un affare incredibile, quattro paia di scarpe a 60 Euro.

-Il paio?
-No!!! Ti dicevo che era un affare! 15 euro il paio! Guarda qua…

-Ma che cazzo fai? Mi metti le scarpe sulla scrivania?
-Per farti vedere. Belle vero? Sono classiche, no?

-Sono le più belle che hai preso?
-Più belle di cosa?

-Tra le quattro queste sono le più belle?
-No, sono tutte belle allo stesso modo.

-Mica sono figli, puoi dire tranquillamente se ne preferisci un paio...
-Non posso perché sono uguali.

-Uguali!? Quattro paia identiche per modello e colore?
-Sì.

-Tu sei completamente scemo. Ma, scusa, quanto diavolo hai di piede?
-Io? 41 perché?

-Ti cali il numero di scarpe? Mica sono anni! Quelle che hai ai piedi saranno almeno 44.
-Tu hai chiesto il mio, non il numero di quelle che indosso.

-Come?!
-Sei lento stamattina. Io ho 41 di piede, le scarpe che hai visto sono 44, anzi 44 e mezzo per essere precisi.

-Che cazzo stai dicendo?
-Che erano un affarone ma non avevano il mio numero.

-Vuoi dire che hai comperato quattro paia di scarpe, più grandi di quattro numeri e tutte uguali perché costavano poco? O la commessa era una gran gnocca o tu sei idiota.
-Non era una commessa ma un uomo.

-Ecco, appunto! Ma cosa minchia ci fai?!
-Un paio l’ho regalato a mio padre…

-A chi?! Ma quanto cazzo ha di scarpe lui? L’ho visto una sola volta e, se non è cresciuto di recente, non mi è sembrato più alto di un metro e sessanta!
-Infatti, lui ha 39.

-Non lo fate passeggiare in discesa, mi raccomando!
-Perché?

-Se gli scorre appena il piede in avanti sparisce nelle scarpe e si strozza con le stringhe!
-A tutto c’è rimedio. Abbiamo messo un po’ d’ovatta sulla punta…

-Un po’? Avrete speso almeno una decina d’euro di cotone per riempire le scarpe!
-Sono comodissime…

-Immagino, lo spazio avanza! Avete per caso pensato a subaffittare la punta? Potrebbe essere un’idea per rientrare dei costi del cotone.
-Non potevo perdere l’occasione, no?

-Certo che no! C’è anche un detto famosissimo che lo afferma.
-Che detto?

-“Scarpe diem”, conosci?
-Sì, mi sembra di averlo sentito…

-Vattene.
Cremantirughe alle 19:43 in: collega, robavecchia
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domenica, 23 marzo 2008

Pasqua... benedetta.

-Mamma, la sai una cosa?
-Brutte notizie?
-No, belle. Direi notizie divine.
-Allora? Che succede?
-E' passato il prete a casa.
-Teoricamente sarebbe una bella notizia, ma tu, come al solito, non avrai aperto...
-No, mi ha colto di sorpresa...
-Quindi?
-Quindi ho aperto e... ha benedetto la casa.
-E sì che ne avevate bisogno!
-Avevate?
-Certo! Tu e la casa.
-Veramente più che benedire la casa si è concentrato sul divano.
-Cioè?
-Me lo ha allagato. Tant'è che gli ho chiesto se l'acqua santa macchia...
-Che hai fatto?!
-Perché è grave?
-Sei una bestia! Smettila! Cosa ti ha detto il sacerdote?
-Che non macchia, anzi, lui dice che le macchie le toglie... se sapevo non lo facevo ripulire.
-Ma no! Intendevo dire cosa ti ha detto dopo!
-Mi ha fatto un sacco di domande.
-Dio mio! Quali?
-Le solite, quelle che fanno loro.
-Cioè?
-Beh, del tipo "Come mai è la prima volta che benedico questa casa?"
-Appunto. Cosa hai risposto?
-Che evidentemente era sempre passato in orari poco... consoni. Gli ho detto che lavoro ecc. ecc.
-Bestia! Invece tu non gli hai aperto!
-Solo una volta e poi lui mica lo sa!
-Lui no, ma c'è chi...
-Beh... mica farà la spia, no?
-Tu sei... Lasciamo andare. Cos'altro ti ha chiesto?
-Beh... Come mai non mi aveva mai visto neppure in chiesa.
-Giusto! Come mai?
-Semplice. Gli ho detto che ne frequento un'altra.
-Di cosa?!
-Di chiesa, no?
-Falso! Bugiardo!
-...Ha voluto sapere quale...
-Cos'hai detto?
-Che frequento quella nella piazzetta sotto casa, mi viene molto più comodo.
-Ma?... Quale? Non c'è una chiesa lì....
-Si, invece c'è.
-C'è solo quella sala di concerti, una chiesa sconsacrata...
-Esattamente quella. Per me sembra proprio adatta. La considero la mia parrocchia.
-Stai scherzando? Non lo avrai detto anche a lui, VERO?!
-...
Cremantirughe alle 23:27 in: crisi mistica, mamma
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martedì, 05 febbraio 2008

Fashion

-Che te ne pare?
-Di che?
-Non noti nulla?
-Facciamo gli indovinelli? Al mattino ho già i bioritmi sotto le scarpe, non ti ci mettere anche tu.
-Insomma... oggi vado a pranzo con una splendida signorina.
-Splendida e signorina potevi evitarle.
-Uh? In che senso?
-Andava bene: Vado a pranzo con una.
-Insomma può andare?
-Ma cosa??
-Come sono vestito, no?!
-Ah! Perchè saresti pronto così?
-Ma certo! Giacca, non vedi?
-Per vedere la vedo! Impossibile non notarla.
-Perchè?
-'Sti quadri... L'hai presa ai saldi della Caritas?
-...E' nuova, elegante, no?
-Molto. Fine drei. Quando, però, non la userai più non fare sciocchezze.
-Cioè?
-Bruciala. Non riportarla nei raccoglitori della Caritas.
-Uh?
-Se anche dovessero darla ad un cieco sarebbe pericolossisimo.
-Perchè?
-Perchè il labrador si rifiuterebbe di accompagnarlo.
-Labrador? Accompagnare chi?
-Lascia stare.
-Insomma non sto bene?
-Ma no. Stai benissimo.
-Dal tono non mi sembrava.
-Tu non capisci la raffinatezza dei complimenti. Tranquillo, sei proprio figo. Inoltre prevedo che spenderai due euro.
-Come fai a dirlo?
-Le passerà l'appettito appena ti vede.
-Perchè?
-Beh... vorrà certo saltare il pranzo per poterti strappare i vestiti, giacca inclusa, di dosso.
Cremantirughe alle 16:50 in: collega
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venerdì, 01 febbraio 2008

Specchio specchio delle mie brame... Chi è la più bassa del reame?

-Ciao.
-Ciao. Ho da fare.
-Ieri passeggiavo con la mia compagna...
-Indegno spettacolo, vi fate vedere in giro? Comunque stavo dicevo che sono impegnato.
-...e riflettevo... 
-Questo sì che è strano.
-Cosa è strano?
-Nulla!

-Allora se non è nulla non farmi perdere il filo.
-Ah ecco! Scusami tanto eh?
-Di niente. Allora dicevo che ero a spasso con la mia compagna, quando ci siamo fermati ad una vetrina...
-Ed è uscito il padrone del negozio incazzato come un'ape.
-Perché avrebbe dovuto?
-Non importa, vai avanti.

-Alla vetrina, stavo dicendo, mentre lei guardava i vestiti, io osservavo la nostra immagine riflessa.
-Ah! Era questo che intendevi prima.
-Che cosa?
-A proposito di riflettere. Ti riferivi alla vetrina.
-In che senso?
-... Continua! 

-Insomma, guardavo la nostra immagine. Lei più alta. Mi è venuto in mente che io ho sempre avuto donne alte.
-Davvero?!
-Sì, sempre più alte di me.
-E ci credo! 
-Perché?
-L'unica possibilità per aver rapporti con qualcosa di più basso di te è l'onanismo.
-Ma che nane! Ti dico che ho solo donne alte!
-
...
-Lo sai? A volte mi stupisce la tua incapacità di capire le cose, anche quelle di una semplicità estrema.
-... Andiamo avanti e dimmi piuttosto dove cazzo troveresti una donna più bassa di te!
-Effettivamente... non ne ho mai avute... ah sì, forse una.
-Quella che lavorava al circo?
-Chi? Che circo? Mai avuta una ragazza che...
-Cazzo! Dimmi piuttosto dove vuoi andare a parare con 'sta storia dell'altezza!
-Era una riflessione che...
-E c'era bisogno di una vetrina per capire che non svetti per altezza?
-Mica sono basso! Sono le donne ad essere alte.
-Ovvio. 
-Comunque... a parte l'altezza. Mi sono messo a pensare alle mie donne...
-Una frazione di secondo, anzi, visto l'argomento, un nanosecondo!
-Uh? Cos'è?
-Niente!
-Insomma... tutte le mie relazioni...
-Tutte. Mi pare una parola eccessiva
-Se continui a interrompermi con cose senza senso...
-...Continua.
-Sì... ripensando alle donne che ho avuto. Con tutte dopo che... insomma... quando si è finito di...
-Dillo con parole tue, su. Ma non troppo lentamente che, ripeto, avrei da fare.
-Non capisci? Insomma dopo che si è... fatto...
-Fatto? Intendi sesso? Stai parlando di rapporti sessuali?
-Ecco sì.
-Non ti veniva la parola?
-Sì, insomma dopo ho un problema.
-Immagino. Dopo loro sono sempre incazzate.
-Ma no!
-Allora intendi quando devi... pagarle?
-No! Non sto parlando di...
-Allora? Confidati su, ma facciamolo in fretta, come se fosse una sveltina. Ok??
-Dopo io non riesco ad averle vicino. Mi passa ogni... non riesco neppure a scambiarci una parola o a guardarle in faccia. Perché secondo te?
-Mi sembra ovvio.
-Davvero?
-Certo. 
-Perché?
-Perché tu riaccendi la luce.
-Uh? Vuoi che le mandi via al buio?!
-No. Voglio che sparisca tu, ma velocemente, che qui c'è abbastanza luce! 

Cremantirughe alle 16:47 in: collega
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